lì, mercoledì, 17 giugno 2009 ore
23:13
Se tu sei nato in stravaganza,
E l'Invisibile al tuo occhio non manca,
Per diecimila giorni e notti avanza
finchè la neve del tempo ti imbianca.
Al tuo ritorno mi racconterai
Le meraviglie del tuo viavai.
( Da "Canzone" di John Donne )
Buonanotte, tesoro mio. Dormi bene. Addio.
Coraggio, nobiltà e occhi azzurro-luna.
Mia piccola guerriera impavida, addio.
AstroDelMattino

IN pensieri notturni, inciampi, vissi di amore
lì, venerdì, 20 giugno 2008 ore
16:08

Egli ci ha conosciuti tutti
e tutti ci ha amati.
Sappiamo, in questa notte di inverno,
da un capo all'altro,
dal polo tumultuoso al castello,
dalla folla alla spiaggia,
di sguardi in sguardi,
le forze e i sentimenti esausti,
invocarlo e vederlo, e allontanarlo,
e sotto le maree e al sommo dei deserti
di neve, seguire le sue visioni,
i suoi respiri, il suo corpo, la sua luce.
Genio, Arthur Rimbaud
- a Stefano Benassi -
AstroDelMattino

IN pensieri notturni, inciampi, vissi di amore
lì, mercoledì, 18 giugno 2008 ore
12:11
A Stefano.
oh, il Vento e la Pioggia
che desideravano morire come lui
Senza macchia.
Love Dirge
Mia stirpe, senza essere del mio sangue.
Ero al sicuro anche solo a sapere che c'eri, tu, con il potere di donare la forza nelle tue mani grandi. Mi lasci senza farti vedere, in punta di piedi, dopo dieci anni di sorrisi in cui ti occupi di me.
Senza chiedere niente.
Senza lasciarmi ricambiare l'enormità di quello che hai fatto, il calore che sei stato - tiepido e senza riserve, senza eccessi - Generoso e immenso. Sempre.
Tu non sai che terrore abissale ho di vederti e poi non vederti mai più.
AstroDelMattino

IN pensieri notturni, fango che diventa luce, vissi di amore
lì, martedì, 22 gennaio 2008 ore
10:40
A Michel che è morto questa notte di un anno fa. E lo ha fatto così forte e con un coraggio mostruoso da stampare la sua forza dentro di me.
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno se fossi stata regina,
fino all'ultima rosa, fino all'ultima piuma.
Tutto il regno per te.
E invece ti lascio baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutt'intorno. Ira
nelle periferie della specie. E al centro
ira.
Ma tu non credere a chi dipinge l'umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perchè è facile farlo.
Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di tutte queste croste
delle cortecce vive.
C'è splendore
in ogni cosa. Io l'ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C'è splendore. Non avere paura.
Ciao, faccia bella.
Gioia più grandre.
L'amore è il tuo destino.
Sempre. Nient'altro.
Nient'altro. Nient'altro.
(Mariangela Gualtieri, Paesaggio con Fratello Rotto )
AstroDelMattino

lì, martedì, 08 gennaio 2008 ore
12:06
"Come osi telefonarmi adesso?!" ha detto quando l'ho chiamato, e dall'altra parte del telefono si capiva che lo diceva a metà tra il riso e la commozione.
Come ha fatto sette anni fa, mi ha spaccato il cuore a mezzo e, senza chiederla, ha ottenuto la mia devozione più totale, ancora una volta. E' il migliore dei maestri, del resto. Non si poteva pretendere altro.
E' che non mi ero accorta che fosse trascorso tanto tempo.
E' passata l'estate e il dojo è rimato chiuso. A settembre io, semplicemente, non ci sono tornata ad approfondire l'elegante via della spada.
Ci sono state molte cose da affrontare, cambiamenti da attuare che non hanno ingranato e una mente da snebbiare. Una settimana rimandava all'altra e quando persavo a lui, al dojo e ai compagni che sono stati la mia famiglia e la mia salvezza, lo facevo con nostalgia e fastidioso senso di colpa.
Stava passando troppo tempo.
"Ti aspettiamo sempre. Lo sai. Ti aspettiamo. Non farti attendere troppo"
Quando ieri sono andata al dojo per iscrivermi, la segreteria ha fatto obiezioni, perchè il primo quadrimestre del corso non è ancora finito. Devo, in sostanza, aspettare due settimane.
Da quando sono andata, però, la nostalgia mi ha assalito -quel male incurabile che conosco da sempre- e adesso non sono sicura di poter aspettare più nemmeno due giorni.
Visto che il dojo mi aspetta. Che mi aspettano i compagni che sono stati la mia famiglia e la mia salvezza. Che mi aspetta lui che risponde al telefono a metà tra il riso e la commozione.
"Ti aspettiamo sempre. Lo sai. Ti aspettiamo. Non farti attendere troppo"
Sulla via del ritorno ero così piena di rabbia, di eccitazione mal repressa, che ho giurato vendetta alla segreteria che osa ostacolare il mio ritorno.
Da adesso mi allenerò e imparerò a mettermi a E come lui.

E dopo voglio vedere.
Per gli screencaps si ringrazia il mio splendido uke.
AstroDelMattino












