lì, giovedì, 21 maggio 2009 ore
16:59
PRESTO! GUARDATE QUI!
Immagino che qualcuno di voi si ricordi di Pinabello. Il personaggio della letteratura francese, intendo, non la mia valigia.
Volevo linkarvi la sua pagina Wikipedia, ma il poverino non ce l'ha. Pazienza. Vi linko quella della Chanson de Roland, che qualche accenno su di lui c'è. Per sua sfortuna, compare anche in Carlo Magno Eccetera, è uno dei comprimari più importanti, eccolo qui.
Pinabello, a raccogliere voci, sembra essere uno dei personaggi più amati. E vabbè.
Cioè, non che io mi lamenti, se lo amate mi fate solo piacere. Dopotutto anch'io provo simpatia per lui, davvero. Avevo perfino chiamato Pinabello il mio vecchio trolley (compatto, nero, agile, con il manico estraibile come una spada) che maifestava la stessa misoginia del personaggio cappottandosi per disprezzo ovunque -che fosse per strada, nel portabagagli in treno o appoggiato in camera, indifferentemente- sia a Parigi che ad Amsterdam: le vacanze in compagnia di quattro donne gli sono sempre risultate indigeste. Noi tutte lo amavamo: quest'estate non sarà dei nostri, il trolley è deceduto questo autunno. Perdonatemi se non ne parlo. Il dolore è ancora troppo forte.
Dicevo: anche a me piace il Paladino Pinabello. Sono addirittura intervenuta in correzione bozze, eh, per evitare che la sua immagine fosse compromessa.
Se voi adesso prendete il libro e guardate dietro, a un certo punto leggerete: "Indicibili amori muovono l'algido Gano e l'intrepido Rolando, il sentimentale Oliviero e il crudele Pinabello". Ecco. PRIMA che io mi affrettassi a correggere, la trama riportava: "Indicibili amori muovono l'algido Gano e l'intrepido Rolando, il sentimentale Oliviero e il vile Pinabello".
Vile? Come vile? Pina non è uno stico di santo e di lui si possono dire molte cose, ma non è un vile. E poi è diversamente buono [CIT].
Queste, a mio parere, sono prove insindacabili del fatto che io voglia bene a Pinabello.
Però.
Però, dài. Non è un personaggio indiscutibilmente positivo. Eppure, ripeto, è uno dei più amati. E tra i più amati compaiono anche Gano di Maganza (ve lo giuro, non è uno scherzo) e Biancandrino.
Più sono stronzi e più vi piacciono, insomma.
Vabbè, a lei piace più di chiunque altro Oliviero. Ma a lei piace un sacco -ma un sacco- anche Aioros di Sagitter (piace anche a me).
Io mi sorprendo sempre del fatto che Pina, Gano e Bianca vengano amati TANTO.
Ne parlavo stamattina con lei, che mi diceva: "Eh, è il fascino di quello pericoloso".
Ho capito. Ma Pinabello è praticamente la versione medievale di Algernoon Montcrief (in realtà sono la stessa persona, capite?), è difficile prenderlo sul serio.
In ogni caso, come disse uno sulle rive del Rubicone, il dado è tratto, e ad opera di questa dolcezza, adesso Pinabello ha una PAGINA FAN SU FACEBOOK. Non è divertentissimo?
Potete vederla QUI.
Se vi piace fare il giro lungo, andate QUI.
AstroDelMattino

lì, giovedì, 14 maggio 2009 ore
14:28
Allora. Quella mattina io stavo malissimo. Mi sentivo come se mi fosse passato sopra un tir.
Quindi ascoltate e poca cattieveria! *C*
Questo post è esattamente uguale a quello che troverete qui e anche qui. Così, per non creare confusione. E perché sono pigra.
AstroDelMattino

IN progetto anglante, pet society
lì, martedì, 17 marzo 2009 ore
11:17
Probabilmente farò stare malissimo anche lei, che si offre di monitorare questa fase del lavoro, e non è che i sensi di colpa rendano le cose più semplici.
D'altra parte è un calvario che dura mesi, tanto vale darci un taglio.
Ieri notte, dicevo, ho finito di imbastire la scena di stupro ai danni di Rolando per il prequel di Carlo Magno pensava bla bla. Un Rolando decenne! Che accidenti! Avevo lo stomaco più o meno come un uovo di marmo.
Visto che ce l'ho ancora, vi beccate qualcosa di splendidamente idiota, in modo da alleggerire tutto insieme a me. Ne ho un po' le palle piene dell'angst, non ho mica più diciassette anni.

Sapete, dopo un po' di militanza su Pet Society, Niobe ha cambiato espressione.
Un particolare infinitesimale, ma degno di nota: si tratta della tigratura sulla fronte. Noterete la differenza.
Non vi disturbate a contattare le redazioni dei giornali scandalistici: l'ho già fatto io e venderò le foto al migliore offerente.
Vedete? Anche se mezza nascosta sotto al fiocco rosso, la diversa tigratura sulla fronte salta immediatamente all'occhio. Il completino da scolaretta era adorabile.
...nonostante il cambio è sempre scoglionata come prima. Potete cogliere somiglianze e differenze osservando il post precedente.
Del resto lo sarete anche voi con questa roba addosso.
Non ne dubito.
AstroDelMattino

lì, domenica, 01 febbraio 2009 ore
02:33
ROMA
LIBRERIA IL FILO
Via Basento 52, Roma
presentazione del libro
Carlo Magno Pensava a Ben Altro

Per ulteriori informazioni, andate a dare un'occhiatina qui:
ASTRO DEL MATTINO - Eventi
AstroDelMattino

IN assurdità , eroismi, vissi di arte, progetto anglante
lì, venerdì, 06 giugno 2008 ore
18:31
*O* Uscì, alla fine. Sono orgogliosa di dirvelo, ma distrutta dal lavoro su QUESTO, quindi ve lo lascio e non aggiungo nulla. Vi bacio. Questo sì. Vi bacio.

Autore: Scilla Bonfiglioli
Titolo: Carlo Magno Pensava A Ben Altro
Anno di pubblicazione: 2008
Edito da: Il Filo
Prezzo: 17,00 €
Anno Domini 778. Sullo sfondo di sanguinose battaglie tra cristiani e saraceni germinano storie d'odio e di amore, cocenti di forti passioni. Si consumano le vite dei volorosi protagonisti in nome di sentimenti esasperati sull'orlo della follia; bruciano di rabbia nel rogo del tradimento, crepitano nei peccaminosi meandri negli accampamenti, si elevano e si schiantano nel delirio di incestuosi incontri clandestini. Come giganteschi colossi si erigono tra le pagine di questo avvincente romanzo i corpi virili dei valorosi guerrieri: le spade difendono i terribili segreti che ciascuno custodisce. L'Orgoglio, sopra Cristo e Allah, guida le gesta di Carlo Magno e del suo alter ego Marsilio: i due sovrani, un tempo amanti, si rivelano immagini speculari l'uno dell'altro, e contrapponendosi riflettono la luce delle medesime passioni, accecando se stessi e quanti, fedeli o meno, combattono accanto a loro. Indicibili amori muovono l'algido Gano e l'intrepido Rolando, il sentimentale Oliviero e il crudele Pinabello. La Storia fa solo da cornice al precipitoso succedersi di Vita e Morte, estasi e dolore, lacrime di sangue e commozione.
PAGINA AUTORE SU - [Il Filo]
COME REPERIRLO
Libreria: Ci si può accostare allo scaffale o chiedere al commesso. Ve lo daranno. Non ve lo volesero dare, se accampasserò scuse di qualsivoglia natura o se, semplicemente, non ci fosse, informatemi: verrà loro dichiarata guerra. Mentre gli eserciti verranno radunati potete ordinarlo nella stessa libreria.
Ordinazioni Online: La casa editrice Il Filo si occupa anche della distribuzione. Potete contattarla, QUI e seguire le indicazioni. Sono semplici.
Oppure qui su IBS, che di solito non delude mai nessuno. ...credo.
AstroDelMattino

IN assurdità , progetto anglante
lì, sabato, 17 maggio 2008 ore
15:29
I poeti sanno quanto la passione sia utile per pubblicare.
Ogni cuore infranto tira parecchie edizioni.
Oscar Wilde
Mi sono arrivate per mail le bozze di Carlo Magno pensava a ben altro. Sono sul mio desktop adesso e ho paura di guardarle. Dovrebbero essere quelle definitive.
Il punto è che sono ancora sotto shock per via di quello che è successo in proposito in questi mesi. E non so se riuscirò mai a riprendermi. E' stato un brutto colpo. Molto brutto. Del resto anche le creature più audaci sono estremamente sensibili all'influenza di ciò che accade ai loro scritti.
E' cominciato tutto quando si è trattato di mandare il manoscritto in pubblicazione: il file decide di smettere di aprirsi nei computer della mia casa editrice. O meglio, si apre. Ma basta appoggiare il cursore del mouse per scatenare l'irreparabile: "Arrangiati, sfigato. Microsoft Word ha riscontrato un errore. E adesso ti chiudo il documento e non te lo aprirò mai più. MUAHUAHUAHUAHAUH!". Il cinguettio educato di Windows.
E vabbè, basta saperlo.
Se non che l'editor mi chiama, molto vicina alle lacrime. Le dico che nel mio computer si apre tutto senza problemi. Lei ci riprova. Word la bulleggia di nuovo.
Le dico di non preoccuparsi, tento di correggere io. Apro il mio file e Windows miagola: "Credi che sia così facile? Microsoft Word ha riscontrato un errore ANCHE qui. E adesso sei nella merda, dolcezza".
Ho fissato il monitor per venti minuti buoni, con la faccia da ebete meglio riuscita del mio repertorio. E, ottusamente, ho cercato di ripetere l'operazione di modifica documento. Non una volta. Dieci. Ottusamente.
Eh. L'unico documento in mio possesso del mansoscritto.
Avete presente una risata isterica? La mia è stata più isterica.
La mia fortuna è quella di avere vicino persone squisite che ospitano nei loro computer le mie cose. E io le amo mostruosamente per questa loro generosità: questo spettacolo di Gold Saint, per esempio, la cui importanza per Carlo Magno pensava a ben altro non finirò mai di sottolineare. Questa bellezza qui. O quest'altra meraviglia.
Loro ce l'hanno. E il loro si apre. Vero?
Certo. Ma, appena esternato il problema, anche i loro files smettono di aprirsi con repentina squisitezza.
Ah. Ma che meraviglia. Sto rasentando la disperazione e la ringhiera del mio balcone, quando la bellezza di cui sopra ha l'idea di convertire il suo inutilizzabile file in rtf. E con una trafila inimmaginabile di programmi, riusciamo ad aprirlo e a correggerlo. Becca su, Microsoft Word!
Tutto sembra procedere per il meglio. I pc della casa editrice riscono a leggere il formato rtf e mandano in stampa. Aspetto le bozze, per la correzione.
Solo che, due settimane dopo, non sono le bozze che mi arrivano. Sono tre scatoloni. Con un centianio di copie del romanzo dentro.
...un centinaio di copie piene di errori. E' evidente che le energie cosmiche si stanno opponendo alla realizzazione della pubblicazione. A supportare questa tesi, c'è anche la trafila con il premio Elsa Morante, di cui eviterò di parlare, altrimenti avreste un altro esempio di risata più isterica. é__è
Di fatto tutto adesso sembra risolto, a parte il centinaio di copie che soggiornano nella mia stanza. Ho rimandato una copia su cui ho fatto le correzioni e adesso mi hanno rispedito il manoscritto corretto, per un'ulteriore controllo. Che sto ritardando. Per puro terrore.
Come minimo appena clicco l'icona sul desktop esplode il pc.
AstroDelMattino

IN assurdità , progetto anglante
lì, giovedì, 17 aprile 2008 ore
17:42
...scusate ma dovevo farlo. Pisces no Aphrodite scrive: Comunque ho traumatizzato una vecchietta, stamattina. Milo di Scorpio scrive: Cosa le hai detto? Pisces no Aphrodite scrive: Ero lì che aspettavo. Questa mi aveva puntato per colpa della mia borsa-gatto. Che attira un sacco di maniaci e vecchiette. (fenomeno interessante, lo studierò) Io stavo leggendo Carlo gnaulando e bestemmiando. Ma questa aveva voglia di chiacchierare. E chiaccherava. Da sola. Con me. Che cercavo di leggere di Roll morente. Capisci che ero un poco provata. Milo di Scorpio scrive: .... Si, lo capisco. Vai pure avanti. Pisces no Aphrodite scrive: Benissimo. Niente. Ad un certo punto mi chiede che libro è *C* *CCCCC* Io: Oh, è il romanzo che ha pubblicato una mia amica. Questa è la bozza, la sto aiutando a correggere. Lei: Ahhhhhhhhhhhhhhh, ohhhhhhhhhhhhhhhhhhh, ma daaaaaaaaaaaai, e di cosa parla? Io: ... *C* I Paladini di Carlo Magno in versione gay. Oh no. *M U O R E* Pisces no Aphrodite scrive: *quota La Ele* Milo di Scorpio scrive: OH NO *C R E P A* Pisces no Aphrodite scrive: Temo di averti fatto perdere una potenziale cliente. Milo di Scorpio scrive: *O* che cosa ha detto? *c'è già sua nonna che smercia alle amiche anziane* Pisces no Aphrodite scrive: O H. Ha detto O H. Milo di Scorpio scrive: Ha detto O H. E basta? Non può avere detto solo O H. Pisces no Aphrodite scrive: Poi ha farfugliato qualcosa sul fatto che doveva andare a ritirare non so cosa ed è scappata. ... *O* ...è scappata. Pisces no Aphrodite scrive: *traumatizza vecchi* Sì, capisci? Milo di Scorpio scrive: Voglio pubblicare questa conversazione sul mio blog.
Gucci mi aiuta nelle correzioni e fa deliziosi incontri. L'adoro.
Milo di Scorpio scrive:
Milo di Scorpio scrive:
AstroDelMattino

IN assurdità , progetto anglante
lì, giovedì, 03 aprile 2008 ore
16:51
La cosa più bella è che questo post non era voluto. Ma manco da tanto che ho colto la palla al balzo. ( E' per improponibile pigrizia che manco, comunque, sappiatelo. )
Chiacchierando con questo splendore di cavaliere d'oro qui è nata la necessità di sperimentare nuove strade nel magico mondo degli stili letterari.
Tutto è iniziato osservando una correzione che, da terzi - e su questi 'terzi' si avrà da dire in seguito, quindi lascio in sospeso per ora - era stata mossa ad un brano di Carlo Magno pensava a ben altro.
Il punto incriminato era:
[...] aveva reso pantano i fiori selvaggi e profumatissimi.
cambiato in:
[...] aveva reso pantano fiori selvaggi e profumatissimi. <<< ovvero, è stato tolto l'articolo determinativo i davanti a fiori.
Al che, è successo questo:
Pisces no Aphrodite scrive:
............................WHAT THE HOLY FUCK?! *_______________*;
...massì, sono articoli.
A che servono?
Quando può sembrare tutto scritto dalla Santacroce?
Milo di Scorpio scrive:
Isabeau Santacroce *O*
Pisces no Aphrodite scrive:
...*CREPA*
Milo di Scorpio scrive:
é_è dovrei uniformare il mio stile é_è
Pisces no Aphrodite scrive:
Sì.
Togli tutti gli articoli.
Milo di Scorpio scrive:
Okay. *si mette lì*
Mi sono messa lì, ho scelto un passo e ho tolto tutti gli articoli. Tutti.
Il risultato è stato così sorprendente che mi ha tolto il fiato. Ma io non so mai quando è il momento di fermarmi. Mai. E sono andata oltre, invertendo la posizione degli aggettivi e dei sostantivi.
Voglio che ammiriate lo stile santacrociano. Sembra scritto da lei. O dalle giovaniautricigoticheallammoda che la imitano.
Prendendo spunto dal post realizzato dal cavaliere d'oro di cui sopra -qui- , ho deciso di porgere aiuto alla sua opera pubblicando il mio esperimento. A voi, quindi.
Da Carlo Magno pensava a ben altro:
Il fanciullo guerriero lo seguì, con il cuore straziato alla vista del suo elegante e forte Marsilio piegato sotto il peso della preoccupazione e della sconfitta.
Mentre chiudeva la tenda dietro di sé e sedeva tra le braccia del Sovrano, desiderò che Marsilio non fosse mai giunto a Cordova, che la sua famiglia non fosse stata sterminata a Baghdad anni prima e che lui non fosse stato costretto a fuggire.Desiderò che Carlo e Marsilio non si fossero mai conosciuti.
Ma in quel modo nemmeno lui avrebbe mai conosciuto Marsilio e questo era un pensiero intollerabile.
Sentì le labbra del suo Amir sul proprio collo e gemette. Prese tra le mani quel volto maturo e terribilmente eccitante, sicuro di soccombere da un momento all’altro sotto quello sguardo infuocato, così serrò i propri occhi gialli, di tigre riarsa dalla febbre.
Dischiuse le labbra morbide e sentì la lingua di un Re esplorargli la bocca con indicibile sapienza.
Poi Carlo Magno isabellasantacrocianamente parlando:
Guerriero fanciullo lo seguì, con straziato cuore a vista di suo Marsilio elegante e forte piegato sotto peso di preoccupazione e sconfitta.Mentre chiudeva tenda dietro di sé e sedeva tra braccia di Sovrano, desiderò che Marsilio non fosse mai giunto a Cordova, che famiglia sua non fosse stata sterminata a Baghdad anni prima e che lui non fosse stato costretto a fuggire.
Desiderò che Carlo e Marsilio non si fossero mai conosciuti.
Ma così nemmeno lui avrebbe mai conosciuto Marsilio e questo era intollerabile pensiero.
Sentì labbra di Amir suo su collo proprio e gemette. Prese tra mani maturo volto e terribilmente eccitante, sicuro di soccombere sotto infuocato sguardo, così serrò gialli occhi, di tigre riarsa da febbre.
Dischiuse morbide labbra e sentì lingua di Re esplorargli bocca con indicibile sapienza.
Ah no? *O*;;;
AstroDelMattino

IN assurdità , progetto anglante
lì, giovedì, 03 gennaio 2008 ore
12:41
Quando ci si documenta ci si documenta. Quindi tra le biografie, i libri di storia e le fanfiction di Angelapifassio, ci si imbatte in un po' di tutto. Lei lo sa bene, ad esempio, visto che è alle prese con questo.
In ogni caso si è sorpresi, turbati e curiosi. E in ogni caso si legge.
Io ero sorpresa, turbata e curiosa quando mi è capitato tra le mani, per puro caso, La Vendetta del Longobardo. Voglio dire, io e questo signore, Marco Salvador, stiamo scrivendo sullo stesso argomento, la stessa porzione di storia, gli stessi Re e gli stessi popoli. I motivi per mettere le mani avanti ci sono, o no?
Quello che non sapevo era che, arrivata a pagina 421, su un Intercity per Parma, il mio cuore sarebbe quasi venuto meno e la mia mascella si sarebbe quasi irrimediabilmente slogata.
E' stato un momento bruttissimo.
Il protagonista, Evaldo, un franco che per vendetta si allea con il Re Desiderio, dopo la disastrosa capitolazione longobarda si trova ad Aquisgrana, in casa del nemico, vecchio e senza ormai nulla da perdere, per sputare in faccia a Carlo tutto quello che pensa di lui. E vi assicuro, non sono cose carine.
Tanto per cominciare, Carlo si presenta così: Era alto due spanne più di me, aveva i capelli e i baffi candidi, il grande naso di Pipino, un collo taurino e le spalle larghe.
E fin qui niente di male. Sovrapporre il Carlo Magno di Marco Salvador al mio non è difficile: infondo sono passati degli anni, Carlo è invecchiato e via. Entro nella situazione e modello il suo immaginario insieme al mio.
Tengo a precisare che è la prima volta che Carlo compare in questo libro di persona. E' la prima volta che lo vediamo.
Tengo a precisare che finora lo stile è stato semplice - forse fin troppo a volte - molto maschile, quasi ruvido. Che mai e poi mai sarei stata pronta a quello che sarebbe successo in seguito.
Parlò con una dolcezza strana in un uomo così.
Io approvo. Carlo Magno è Carlo Magno, se parla con dolcezza ad uno dei suoi nemici più acerrimi o è per forza una dolcezza strana o vuol dire che la sua trebisonda sta ormai andando per margherite. O no?
Certo, a meno che non parli ad Abd Al Rahman, l'Emiro di Cordova.
In quel caso ne avrebbe tutte le ragioni, penso.
Insomma, a questo punto, sull'Intercity, mi lascio andare ad una momentanea, breve e silenziosa riflessione su Carlo e Abd Al Rahman, sul loro rapporto di amanti nemici.
Un rapporto che ho molto a cuore. Ma è un rapporto che nella realtà NON ESISTE. Quindi, per quanto io apprezzi relazionarli, mai e poi mai mi aspettavo che Marco Salvador fosse a conoscenza della mia passione per questa coppia.
Per questo dopo è stato così brutto.
Comunque, il vecchio Evaldo comincia a bulleggiare Carlo, ricordandogli tutte le nefandezze commesse.
"Tu e tuo padre avete distrutto una grande civiltà solo per legittimare delle usurpazioni." gli dice "Comunque i sassoni non erano nè deboli nè corrotti. Li hai massacrati perchè volevano conservare la loro libertà."
Sono accuse pesanti. Dalla mia poltroncina azzurra dell'Intercity aggrotto le sopracciglia e penso a Carlo con crescente preoccupazione. Quando lo muovo io, in genere, non gradisce che gli si parli così.
Ignaro, il buon Evaldo continua: "Ne hai decapitati quattromilacinquecento in un giorno solo e hai deportato quasi l'intero popolo, dando la loro terra ai franchi." Ahia. Gli salta alla gola e lo azzanna. Ciao Evaldo, è stato bello.
Invece no. Mi stupisco quando, dopo tutto questo, Carlo non fa una piega. Semplicemente Evaldo vede le sue mascelle stringersi e gli occhi socchiudersi.
Beh, con l'età si diventa più saggi. Approvo quindi la sua reazione, sentendomi davvero fiera di lui.
"Se ben ricordo, hai condannato chi mangia carne durante la quaresima o non si fa battezzare."
Adesso gli tira due schiaffi. Se si è vendicato di un vescovo per quell'innoqua storia del formaggio, questo qui che dice 'ste robe lo stende con un manrovescio. E invece niente.
Carlo manifesta un autocontrollo che farebbe invidia ad un anglosassone di generazioni.
"Hai massacrato gli àvari"
Evaldo
"facendoli scomparire"
Per l'amore del Dio in cui dici di credere
"dalla faccia della terra"
Non farmelo incazzare. Per favore.
Ma anche qui, niente di fatto. Carlo il Dolce fa appena un sorrisetto di circostanza, sopportando con pazienza le menate di un vecchio arteriosclerotico.
Sono deliziata nel vedere la signorilità con cui si muove il Re che sto cominciando ad amare, dopo tanti studi spalla a spalla. Carlo fa un vago gesto con la mano. "Lasciamo il passato nel passato. Cena con me, poi ne parleremo."
Evaldo, però, non brilla per intelligenza. Prosegue nella sua arringa, come niente. E tocca il tasto sbagliato.
"...ma ti sei guardato bene dal portare la fede e la libertà NELLA SPAGNA OCCUPATA DAI MUSULMANI. E' bastato il piccolo popolo basco a tenerti lontano dai califfi."
E qui accade il peggio. Non appena il riferimento tocca Abd Al Rahman, Carlo scatta come una molla, causando il mio capovolgermi sul sedile azzurro dell'Intercity in preda ad una crisi respiratoria.
Non appena il riferimento tocca Abd Al Rahman, Carlo RINGHIA: "Ancora una parola e non vedrai la luce del mattino!"
Mi sono ribaltata e ho sghignazzato per i venti minuti successivi, fino al'arrivo in stazione, sulla spalla del mio vicino, preoccupatissimo e prefettamente sconosciuto.
Carlo si infervora quando si menziona Abd Al Rahman. Non ha mosso un muscolo per tutto il tempo, ma arruffa il pelo su Marsilio Abd Al Rahman.
Io sono MORTA.
Evaldo che - com'è normale, del resto - non è a conoscenza dell'amore travagliato tra Carlo Magno e Marsilio Abd Al Rahman si rilassa tutto contento, appoggiandosi contro lo schienale ( cosa che non posso fare io, visto che rantolo nel corridoio di un Intercity).
"Ho finito," dice, con l'aria di un James Bond d'altri tempi "Ora ho davanti il vero Carlo."
Tu non ne hai idea Evaldo, vecchio mio. Tu non ne hai idea.
AstroDelMattino

IN assurdità , eroismi, progetto anglante
lì, sabato, 10 novembre 2007 ore
19:33
Madre e Figlia in autobus, una sera di mezza estate. La Figlia cercava di spiegare alla Madre cosa fosse lo Yaoi, e perchè avesse deciso di creare tante relazioni omosessuali tra i bishonen della cosina divertente su Carlo Magno che stava scrivendo.
Io: Dunque. Lo Yaoi. Yaoi è una parola che si usa per identificare una storia d'amore o una relazione tra due ragazzi omosessuali...
Madre: Una storia sui gay?
Io: No, beh, non esattamente.
Madre: Ma perchè scrivi una storia sui gay? ò_o
Io: eh, te lo sto dicendo, aspetta. Non è una storia sui gay. Lo Yaoi è molto idealizzato, mamma, non è relistico, e solo una fantasia...
Madre: E tu hai fantasie sui gay?!
Io: ... ò__o;
Madre: Ecco perchè NON TI PRENDONO!
Io: CHI ?!
Madre: Le case editrici!
Io: AH! No, guarda, sicuramente non è per quello.
Madre: Io non ti prenderei se leggessi che hai scritto che Carlo Magno era un gay!
Io: e meno male che tu non lavori in una casa editrice.
Madre: ...e poi non è vero! Non era mica omosessuale, Carlo Magno.
Io: e no. Ti ho appena detto che non è che sia realistico. E' una fantasia. E se lo fosse stato forse era meglio. Sai che figo era l'emiro?
Madre: Ma sei ...omosessuale?
Io: No. No. E che cazzo, mamma. Non hai capito niente.
Madre: ò__o;;
Io: Di solito, non sempre, ma di solito, lo yaoi lo scrivono le donne etero ad uso e consumo delle donne etero. Capito?
Madre: No.
Io: Ecco. Benissimo.
Madre: ...ma non potresti scrivere di una bella storia d'amore etero?
Io: ma certo. Un bell'harmony, che mi risparmiavo tutte le ricerche sroriche.
Madre, dopo un po': ...quindi tu sei yaoi?
Io: ...vabbè. ...si, mamma. Io sono yaoi.
Qualche mese dopo, al telegiornale danno una notizia che fa sorridere mia mamma, con l'aria chi chi la sa lunga. Dicono, al telegiornale, che il mago Albus Dumbledore nei libri di Harry Potter è gay. E non è che sia un'illazione: l'ha detto proprio la Rowling!
Madre: Hai sentito? Anche lei è yaoi! Quindi allora pubblicano anche te! Sei contenta?
Io: Tanto. ._.
AstroDelMattino












