lì, sabato, 24 ottobre 2009 ore
22:12
Nel senso che sono a diciotto libri e mezzo - quasi diciannove - ed è quasi novembre. Un rapido calcolo e ho tipo due mesi (GOSH) per leggere trentuno - quasi trentadue - libraccih.
Ovviamente è impossibile.
Dall'ultimo aggiornamento qualcosa ho letto, ovviamente, ma non ho la minima voglia di scribacchiare cosa qui. La lista spuntata, del resto, è qui a destra.
La lista è anche un po' cambiata. Ve la copio qui.
Tonio Kroger
Petronio – Satyricon
Il confronto con la lista iniziale lo potete fare QUI.
Noi continuiamo, senza indugio.
Ci siamo sfidando per voi. *C*
AstroDelMattino

lì, lunedì, 01 giugno 2009 ore
21:34
degli eroi antichi che attraverso le porte del Ponto
e le rupi cianee eseguendo i comandi di Pelia,
guidarono al vello d'oro Argo, la solida nave.
AstroDelMattino

IN eroismi, 50 libri in un anno
lì, mercoledì, 20 maggio 2009 ore
18:03
Qual'è la guerra che combattiamo, certi della disfatta? Un mattino dopo l'altro, già stremati da tutte le battaglie che sopraggiungono, rinnoviamo lo spavento della vita quotidiana, un corridoio infinito che nelle ultime ore sarà valsa la pena aver così a lungo percorso. Sì, angelo mio, ecco la vita quotidiana: tetra, vuota e sommersa di fatica. Le vie dell'inferno non le sono affatto estranee; ci cadiamo un giorno per essere rimasti troppo tempo qui. Da un corridoio, alle vie: allora avviene la caduta, senza urti né sorprese. Ogni giorno ritroviamo la tristezza del corridoio e, passo dopo passo, proseguiamo il cammino della nostra oscura condanna. Ma lui vide quelle vie? Dopo la caduta, come si rinasce? Quali nuove pupille negli occhi bruciati? Dove comincia al guerra e dove finisce?
Allora, una camelia.
AstroDelMattino

lì, giovedì, 16 aprile 2009 ore
17:21
Il sesso dev'essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.
"Ciao."
Oskar andò nel soggiorno per prendere il disco che aveva scelto. Cercò nella magra collezione di dischi di sua madre e lo trovò. I Vikingrana. I membri del gruppo erano riuniti sopra la carcassa di una nave vichinga, o almeno era quello che sembrava, che non c'entrava niente con i loro costumi sgargianti.
Eli non lo aveva seguito. Oskar tornò all'ingresso con il disco in mano. Eli era ancora sul pianerottolo fuori dalla porta.
"Oskar, devi invitarmi a entrare".
"Ma... la finestra. Sei già stata qui".
"Sì, ma questa è una nuova entrata".
"Ah. Allora puoi..."
Oskar si iterruppe, si leccò le labbra. Guardò il disco. La fotografia era stata scattata al buio con un flash, i vichinghi risplendevano come un gruppo di santi pronti a scendere sulla terra. Oskar fece un passo avanti e le mostrò il disco.
"Guarda. Si direbbe che siano dentro il ventre di una balena."
"Oskar..."
"Sì?"
Eli rimaneva con la braccia lungo i fianchi, fissandolo, Oskar sogghignò. Si avvicinò alla solglia e passò una mano tra lo stipite e la soglia.
"Cosa? C'è qualcosa?"
"Lascia perdere."
"Seriamente. Cosa succede se non ti invito a entrare?"
"Lascia perdere" disse Eli con un sorriso forzato. "Vuoi vedere? Cosa succede? E' così? Vuoi vedere?"
Il suo tono di voce invitava Oskar a dire di no; racchiudeva la promessa di qualcosa di terribile. Ma Oskar deglutì e disse: "Sì! Lo voglio! Fammi vedere!"
Eli strinse le labbra, esitò un secondo e poi fece un passo in avanti e varcò la soglia. Oskar si irrigidì, aspettandosi una specie di fulmine blu, che la porta si muovesse passando attraverso Eli per poi richiudersi o qualcosa di simile. Ma non successe nulla. Eli entrò nell'ingresso e si richiuse la porta alle spalle. Oskar scrollò il capo.
"E' tutto?"
"Non proprio."
Eli riprese la stessa posizione che aveva sul pianerottolo. Immobile, le braccia lungo i fianchi, lo sguardo fisso su Oskar.
"E allora? Non è..." iniziò Oscar, scuotendo il capo.
Si interruppe quando vide le lacrime agli angoli degli occhi di Eli. Però non erano lacrime, erano più scure. La pelle sul volto di Eli iniziò a cambiare colore, da rosa diventò rosso chiaro, rosso rubino, poi i pori del volto si schiusero e ovunque apparvero piccole perle di sangue. Persino sulla gola.
Le labbra di Eli si contorsero per il dolore, una goccia di sangue scivolò da un angolo della sua bocca, si riunì alle altre diventando sempre più grande sul mento, finchè andò a raggiungere le gocce di sangue sul collo.
Le braccia di Oskar persero ogni forza, le lasciò cadere e il disco gli scivolò di mano, cadde con lo spigolo sul pavimento, rimbalzò una volta, poi atterrò sul tappetino dell'ingresso. Il suo sguardo si posò sulle mani di Eli.
I dorsi erano coperti di un sottile strato di sangue e dell'altro ne stava uscendo.
Rialzò lo sguardo verso gli occhi di Eli. Sembrava che fossero rientrati nelle loro orbite piene di sangue, e il sangue continuava a uscire e a scorrere ai lati del naso, sopra le labbra e dentro la bocca, dalla quale ne usciva dell'altro. Due rivoli colavano dall'angolo della bocca sul collo e sparivano sotto il colletto della sua camicia, dove stava formandosi una macchia più scura.
Il sangue usciva da tutti i pori del suo corpo.
Oskar trattenne il respiro, poi urlò: "Puoi entrare! Sei la benvenuta, entra pure. Puoi stare qui!"
•°¤*¤°•
Eh, che rimanevo indietro sulla tabella di marcia. *C* Tra l'altro poi la lista continua a subire cambiamenti in corso d'opera. Il punto è che il gioco del cambiare diventa più difficile, dal momento che non possiamo cambiare quelli che abbiamo già letto.
E io ho già un nuovo titolo da inserire *C* TSK!
AstroDelMattino

IN assurdità , 50 libri in un anno
lì, domenica, 15 marzo 2009 ore
23:36
Forse perchè temiamo che giorno dopo giorno, a poco a poco, stiamo andando alla deriva, sempre più lontani da questo mondo.
Temiamo che alla fine tutto ciò che abbiamo realizzato si trasformi in qualcosa di completamente opposto a quanto avevamo immaginato.
Ogniqualvolta questo ci succede, ogniqualvolta i nostri cuori urlano disperati il desiderio di mollare tutto e smettere di pensare, riusciamo tuttavia a imporci di affrontare le nostre paure.
Non puoi i mpugnare una mitragliatrice se hai le mani occupate a coprirti gli occhi.
Non saresti più un gangster.
E' cominciato come una cosa dolce, dolcissima. In mezzo era dolce, dolcissimo.
E' finito nella sua maniera dolce, dolcissima.
Figlio di puttana. Ad ogni pagina, sotto il suo miele iniettava cicuta! *C*
E' un libro tremendo. Se lo leggete, fate in modo di tenerlo lontano da Papà Goriot. La mia scelta, di mettere uno dopo l'altro, mi è stata fatale: mi ha rincretinito tanto da non accorgermi di un furto umiliante e fellone! *C*
Diciamo che sono di ritorno da un week-end piuttosto provante con i miei Goldies per via della festa di compleanno del Re degli Inferi.
Ci siamo beccati a caso uno spogliarellista tamarro come non mai e il sushi ci usciva anche dalle orecchie. Abbiamo dormito in tre nel letto di Zeus, che ha le lenzuola viola.
Insomma, sono stati due giorni intensi.
Il ritorno è stato peggio che il resto. Nella sovrabbondanza di gente sui treni regionali, qualce stronzo mi ha fregato la borsa dei vestiti, tra Modena e Bologna.
La borsa, capite? Con i vestiti per la festa, le mutandine, lo spazzolino da denti.
E il caricabatterie del cellulare.
La borsa quella seria, con portafoglio e tutto l'avevo a tracolla e si è salvata, per le lenzuola di Zeus!
Ma i miei vestiti! *C*
C'erano dentro anche le mie scarpine. Le mie scarpine con i gufi!
Io amavo quelle scarpe. Vorrà dire che costringerò Camus e Phro a tornare con me a ricomprarle. Le rivoglio a tutti i costi. Venite? Vi prego. Venite.
E' stata colpa di Sayonara Gangster almeno almeno al 50%. Dice cose tremende e le fa passare per cose dolci. Ti infila un pugnale nel petto devastando la carne e scoperchiando botti di sentimento che hai faticato mesi per stipare in fondo. Tutto in un attimo, lasciandoti inebetita e rincoglionita su un treno regionale.
Se sei rinco così, fanno solo bene a fregarti le mutande.
Solo bene.
Sayonara, borsa.
AstroDelMattino

IN assurdità , vissi di arte, 50 libri in un anno
lì, domenica, 08 marzo 2009 ore
14:19
E per primo atto di sfida che lanciava alla Società, Rastignac andò a cena da M.me de Nucingen."
SINTOMO #1
Camus dell'Acquario scrive: ^*^
Milo scrive: é__è è morto Papà Goriot!
Camus dell'Acquario scrive: ....éOè
Milo scrive: é______è
*piange*
Camus dell'Acquario scrive: ...mi spiace.... é___è
So com'è ç_ç
Milo scrive: *tira su col naso*
'moyoh! çOç
*stringe*
Camus dell'Acquario scrive: Nooo éOè *STRINGE*
SINTOMO #2
Milo scrive: io ho pianto tutta la notte. ._.
Phro scrive: Amore, per Papà Goriot? ç_ç
io sono ancora a metà ç_ç
Milo scrive: é__è io l'ho finito.
Ho letto fino a stamattina alle quattro.
Phro scrive: ç_ç
Milo scrive: è stato tremendo
odio i francesi
non voglio più leggere una sillaba prodotta in quella nazione
mai più
mai più
Phro scrive: Non è vero e lo sai.
Milo scrive: mai più! >O<
Phro scrive: E comunque abbiamo da leggere Dumas
Milo scrive: é______________è
SINTOMO #3
Milo scrive: çOç
Dolce Mu scrive: perchè?çOç
*spuccia tanto*
Milo scrive: çOç per Papà Goriot çOç
Dolce Mu scrive: çOç oooh
sì, è tanto triste quel libro
Milo scrive: Da morire é_è
Dolce Mu scrive: Leggi qualcosa di allegro, ora.
Milo scrive: sì çOç
Ne ho uno che si chiama SAYONARA GANGSTER
SINTOMO #4
Milo scrive: çOç Hadessama!
*si getta tra le sue braccia*
Hades scrive: *ma è una moda del momento?*
eh.
*pat*
Milo scrive: é_è è morto!
Hades scrive: Capita a tutti.
SINTOMO #5
Milo scrive: è tremendo. Ho pianto tutta la notte! çOç
Kassandros scrive: no dai! non fare così!
Milo scrive: é___è ma è così triste! çOç
Kassandros scrive: Più che altro è mortificante, ecco.
Milo scrive: é___è voglio adottare Papà Goriot!
DIAGNOSI:
Per portare sollievo al mio angst di qualche giorno, Aphrodite dei Pesci mi ha permesso di adottare il vecchio parigino. é__è Adottatelo tutti, prendete il banner. Non lasciatelo solo.
S'll vous plait. é__è

AstroDelMattino

lì, giovedì, 26 febbraio 2009 ore
00:11
Sì, sì, quella del "perché solo 50 libri in un anno? Facciamo 100!", indetta da questa volpe qua. Mi tocca, adesso, togliere la seconda lista dalla colonna, che la musica è già cambiata:
| Grande Capo: | sai volevo dirti una cosa |
|---|---|
| Grande Capo: | siccome non riesco a seguire la lista |
| Grande Capo: | che ne dici se cambiamo la scommessa |
| Grande Capo: | in 100 |
| Grande Capo: | ma quelli che ci pare |
| Grande Capo: | ^O^ |
| Grande Capo: | sempre romanzi |
| Milo: | XDDDDD sei una furbastra *C* |
| Grande Capo: | esattoh ^O^ |
*C* Ne resterà soltanto uno!
AstroDelMattino

lì, sabato, 07 febbraio 2009 ore
00:04
"Sono cose che agli altri non dico. Se i miei genitori avessero saputo che partivo da solo, si sarebbero preoccupati".
"Avrebbero pensato che era pericoloso?"
"No, si sarebbero preoccupati per la mia salute mentale. Qui, se ti piace viaggiare senza compagnia, passi per disturbato. Nella nostra lingua il termine 'solo' contiene un'idea di disperazione".
"Eppure ci sono tanti eremiti celebri nel tuo paese".
"E' proprio questo il punto. La convinzione comune è che, per amare la solitudine, devi essere un bonzo".
"Perchè i tuoi compatrioti all'estero si muovono solo in gruppo?"
"Gli piace vedere gente diversa da loro e tuttavia poter essere, nello stesso momento, rassicurati dalla presenza dei propri simili".
"E il loro bisogno di fotografie?"
"Non lo so. Mi irrita. Tanto più che fanno foto sempre identiche. Forse per dimostrare a se stessi che non hanno sognato".
"Io non ti ho mai visto con una macchina fotografica".
"Non ce l'ho".
"Possiedi tutti i gadget possibili e immaginabili, compreso un fornello per poter mangiare la fonduta svizzera su una navetta spaziale, e non hai una macchian fotografica?"
"No. Non mi interessa".
"Benedetto Rinri!"
Mi chiese il significato di quell'espressione. La trovò talmente strano che, affascinato, cominciò a dire venti volte al giorno "Benedetta Amélie!".
Un pomeriggio si mise a piovere all'improvviso, e poi a grandinare. Guardai lo spettacolo dalla finestra dell'edificio e commentai: "Ma guarda, anche in Giappone ci sono gli acquazzoni".
Sentii dietro di me la sua voce che ripeteva:
"Acquazzoni".
Capii che aveva appena scoperto quella parola, che il contesto gliene aveva specificato il significato, e la pronunciava per fissarla in mente. Risi.Sembrò capire il mio divertimento perchè disse:
"Benedetto me!"
AstroDelMattino

IN assurdità , eroismi, lilies, vissi di arte, 50 libri in un anno
lì, sabato, 31 gennaio 2009 ore
02:11
Abelardo tornò da noi a Notre Dame, le cui arcate centrali cominciavano a reggere il guglione che puntava dritto nel cielo. Insieme, all'ora in cui il buio imponeva ai muratori di sospendere il lavoro, noi, reggendo lumi, salivamo tra le strutture dei contrafforti, come dentro una sequenza di fitti pilastri, simili a una foresta.
Ci si inerpicava sulle scalinate che montavano a torciglione, fino a perdere fiato, e giunti a ogni tornante ci si abbracciava. Ci baciavamo per tempi infiniti. Credo che nessuna cattedrale in costruzione abbia mai sentito gemiti e sospiri e parole appassionate come quelle di cui godette, grazie ai nostri appassionati allacciamenti, Notre Dame.
L'Amore e Lo Sghignazzo, Dario Fo
•°¤*¤°•
Parrebbe facile, fin qui.
Il problema è che le sfide animano gli animi agguerriti. Quindi, leggendo di QUESTA sfida, l'audacissimo Grande Capo ha rilanciato: qui, proponendo altri cinquanta libri per un totale di cento in un anno. *C* SEH.
Beh, non ci tireremo indietro. Per quanto voglia dire un libro ogni 3,5 giorni. ...e anche no.
Ma poichè sappiamo che a malapena arriveremo a 20, forse, perchè non alzare comunque la posta? *C*
...tipo, io dovrei anche laurearmi quest'anno. Così, nel tempo libero.
Altri Cinquanta.
(sempre in Comic Sans MS per alleggerire tutto o_ò; )
Joanne Harris – Chocolat
Joanne Harris – le scarpe rosse
Joanne Harris – la scuola dei desideri
Joanne Harris – la donna alata
Joanne Harris – cinque quarti d’arancia
Joanne Harris – La spiaggia rubata
Joanne Harris – poemi, giochi e cuori infranti
Joanne Harris – vino, patate e mele rosse
Joanne Harris – il fante di cuori e la dama di picche
R. Dahl – la fabbrica di cioccolato
Kaisen – la ragazza interrotta
Culling – Tideland
Pullman – la bussola d’oro
Ken Kesey – qualcuno volò sul nido del cuculo
Jerry spinelli – stargirl
Einaudi – racconti di halloween
Neil Gaiman – il cimitero senza lapidi
Moore – un lavoro sporco
Grossman – col corpo capisco
Koji Suzuki – RING
Marco Lodoli – sorella
Joanne Harris – le parole segrete
Terry Pratchett – Faust Eric
Terry Pratchett – a me le guardie!
Terry Pratchett – il tristo mietitore
Palahniuk – invisibile monsters
Palahniuk - rabbia
Palahniuk - survivor
James Barrie - Peter pan nei giardini di kensington
Welsh – trainspotting
Matheson – io sono leggenda
Summers – chi prenderà fluffy?
Bukowski – Pulp!
Deaver – il collezionista di ossa
Mc Grath – Spider
Allison Dubois – non dire mai addio
Charlaine Harris – finchè non cala il buio
Maupassant – le horla e altri racconti del terrore
t. f. Brhan – alida
Boyne John – il bambino con il pigiama a righe
Gaiman – American Gods
Ende – la notte dei desideri, ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico grog di magog
Morgan – il ritorno delle furie
Carrisi Donato – il suggeritore
Mishima – trastulli d’animali
Littizzetto –
Littizzetto – sola come un gambo di sedano
Littizzetto – col cavolo
Bulgakov – il maestro e margherita
Almond David – occhi di cielo
Evangelisti – Tortuga
Benni – il bar sotto il mare
Pennac – signori bambini
Benni – margherita dolcevita
Benni – l’ultima lacrima
Benni – spiriti
Benni – baol
Benni – saltatempo
AstroDelMattino

IN eroismi, 50 libri in un anno
lì, lunedì, 26 gennaio 2009 ore
14:52
Correva la leggenda, tuttavia, che da qualche parte, tra quelle colline, viveva un grande coniglio solitariom un gigante che metteva in fuga gli elil come fossero sorci e che, talvolta, andava a combattere per quelli che onoravano il suo nome. E le madri dicevano ai loro cuccioli, se facevano i disubbidienti, che sarebbe venuto il Generale a portarli via: il Generale che era il cugino di primo grado del Coniglio Nero di Inlè.
Questo era il monumento a Vulneraria: e, forse, non sarebbe dispiaciuto a lui stesso.
AstroDelMattino











