IN assurdità, saint seiya, eroismi, la guerra dei milleggiorni

lì, venerdì, 09 maggio 2008 ore 19:31

[ Puro Massacro ]

 

E' un torneo micidiale, uno scontro fratricida.
Quando è cominciato, nessuno di nè io nè Aphrodite avevamo la più pallida idea che sarebbe finita così.  ...non è vero, lo sapevamo. Ma nessuno di noi ha mai chiesto che il gioco diventasse così sporco.
La Guerra dei Mille Giorni è appena cominciata.


[ clicca per ingrandire ]

Ad onore del vero, è cominciata da diversi mesi. Ma la sfida era ancora contenuta. Non aveva raggiunto i margini di crudeltà e i picchi di sadismo di cui oggi ci gloriamo, in cui languiamo invocando l'aiuto divino.
Ad onore del vero, dicevamo, è iniziata per mano di questo specter che non si sa bene come - i fatti del mito, quelli che antecedono la leggenda, sono sempre avvolti nella nebbia del mistero - ha dato il via  a tutto mettendo l'oggetto della disputa nelle mani del Gold Saint della Dodicesima Casa.
In effetti non avrebbe potuto essere stato che Radhamanthys a dare inizio ad una cosa simile.

L'oggetto della disputa è Guru Guru Pon Chan. E credetemi se affermo, con tutta sicurezza, che non esiste sulla faccia della terra un argomento più futile per cui iniziare una Guerra dei Mille Giorni. Ma tant'è.
Per sbarazzarsi dell'ignobile fumetto - questo qui -

Aphrodite dei Pesci le ha tentate tutte. Ha provato a restituirlo a Radhamanthys. Senza successo. Ha tentato di rifilarlo a Camus dell'Acquario. Ma Camus, con la sua proverbiale freddezza, lo aveva già comprato, a suo tempo, raggelando sul posto le intenzioni del Gold Saint di Pisces.
Quando arrivò a me, Guru Guro Pon Chan era già il talismano di potere oscuro che è adesso. Era già leggenda. E fu così che Aphrodite tentò di raggirarmi. Facendomi credere che era un pegno di amicizia. Seh. Mi è bastata un'occhiata alla copertina per capire che se ne voleva disfare - e per capire PERCHE' se ne volesse disfare. Una sola occhiata.
Lo restituii. Me lo rimise tra le mani. Io lo rimisi tra le sue.
Me lo lanciò addosso.
Glielo lanciai di rimando.
Volò sulla testa di Camus, seduto accanto a me.
Finì in faccia a DeathMask di Cancer, accomodato vicino ad Aphrodite.
Poi tornò nelle mie mani. E poi ancora in quelle di Pisces.
Alla fine, lo dimenticammo sul tavolo della casa di Cancer.
Quando tornai a casa, il maledetto artefatto era nella mia borsa.

La mia vendetta fu implacabile, ma leggera: ho fatto sempre sfoggio di magnanimità quando l'avversario si dimostrava degno: così, all'incontro successivo, Aphrodite lo trovò nella sua borsa, troppo tardi per rifilarmelo.
All'incontro successivo, nonostante le precauzioni, me lo riportai a casa, nascosto con cura all'interno del libro del mio esame imminente. Fu questo ad indurmi a nasconderlo, in casa di Aphrodite, tra I Fiori del Male di Baudelaire e le liriche di Montale.
Il sibilò crudele di Aphrodite fu, non appena se ne accorse: "Se vuoi la guerra non hai che da chiederla, Scorpio."
Fui crudele, lo ammetto: ma non potevo permettere a quell'assurda battaglia di protrarsi troppo.
La mia idea era quella: lanciare un colpo abbastanza potente da tramortire l'avversario e farla finita.
Beh.
Fallii.

Il gioco salì di livello: alla stazione di Parma, poche settimane fa, Aphrodite mi guardava con amore strano, appena sulla porta del vagone. C'era in quello sguardo qualcosa di inquietante.
Il treno si approssimava alla partenza ormai. Fu in quel momento che il maledetto Gold Saint della Dodicesima Casa scelse per mettermi in mano Guru Guru Pon Chan.
Lo lanciai subito di rimando oltre la porta.
Aphrodite me lo rilanciò come se niente fosse. Il fumetto sfiorò di nuovo la nuca dell'innocente Gold Saint di Cancer, alla stazione con noi per accompagnarci entrambi, e planò con disinvoltura nei sottopassaggi che danno accesso ai binari.
Non posso definire la faccia di DeathMask in quel momento. Ma ho la certezza che possiate immaginarla. Posso dire che fece seguito una crisi respiratoria e che lo raccolsi a metà tra la banchina e il binario. E' ancora vivo, comunque.
Recuperai anche il manufatto diabolico e chiesi aiuto ad una fanciulla sul treno, affinchè lo portasse ad Aphrodite. Ma Pisces intuì le mie intenzioni e precedette la ragazza. Non ne ho la certezza, ma dal labiale penso l'abbia minacciata: sarebbe morta se avesse aperto il finestrino.
Quindi l'ho rifilato ad un ragazzo poco lontano. Lo sfaticato peòn, tuttavia, non attese pazientemente - come gli avevo ordinato - la partenza del treno per consegnare quella bomba ad orologeria. Il ritardato, con un sorriso deficiente sulla faccia zompò sotto i miei occhi allibiti - e quelli sconvolti di DeathMask - verso il vagone di Aphrodite e glielo mise davanti, felice di avere portato a termine la missione affidatagli da un Gold Saint. Cretino.
Dal finestrino era visibile ogni mossa. Aphrodite fulminò l'impavido peòn con lo sguardo, afferrò il fumetto e lo lanciò giù dal finestrino. Eviterò di descrivere anche la faccia del peòn, con la sicurezza che possiate immaginare anche il suo sgomento.
Soprattutto quando vide il volumetto ritornare indietro per la porta del treno, che Aphrodite cercava con tutte le proprie forze di bloccare con il piede. Riuscendo soltanto ad affibbiarmi una ginocchiata nello stomaco. Cose che capitano, quando si guerreggia.
Di fatto se lo tenne, Aphrodite, sornione come un gatto. E mentre DeathMask rantolva per terra tra i singulti, invocando che, per Athena, nessuno fermasse lo scontro tra Aphrodite dei Pesci e Milo di Scorpio, il treno prese a muoversi. Poco a poco sempre più veloce.
Il Gold Saint di Pisces sorrise. E una volta certo della propria vittoria lanciò Guru Guru Pon Chan ai miei piedi, scomparendo all'orizzonte verso la libertà.
Come avrei potuto perdonarlo per un simile affronto? Non avrei mai potuto.

Per questo la settimana dopo organizzai la mia vendetta: sotto i suoi occhi e quelli di Radhamantys della Viverna diedi spazio alla mia abilità drammatica nella scena madre migliore mai recitata: sembrava che avessi davvero dimenticato il malefico fumetto a casa.
Questo fece abbassare la guardia ad Aphrodite. Che non si aspettava, alle tre di notte del giorno seguente, di trovarselo davanti, tra il materasso e il cuscino, una volta scostate le coperte del suo letto.
Il grido lancinante del Gold Saint oltraggiato ha risuonato fino a Salonicco, credo.
E la mia soddisfazione fu altrettanto grande, pregustata con il silenzio complice di Camus dell'Acquario che aveva assistito al mio colpo speciale.
"TU SEI UN AUTENTICO BASTARDO, MILO DI SCORPIO". Fu il messaggio delle tre e cinque del mattino. Oh. Appagante.

La mia vittoria, tuttavvia, era destinata a durare poco.
Approfittando della mia ospitalità, non appena è rimasto solo sul mio divano, nottetempo, Aphrodite dei Pesci ha nascosto Guru Guru Pon Chan in casa mia.
Lo ha nascosto. Guru Guru Pon Chan. Lo ha nascosto. In casa. Mia.
E
non
mi
dice
dove
è.
Ho rivoltato le stanze una per una. Non dormo più. Guardo con sospetto i vicini come se fossero suoi potenziali complici. Non penso ad altro se non a trovarlo. Sono uno straccio.Mi sono ridotto ad invocare l'aiuto di uno specter. Che, ovviamente, non me lo darà.

(21.07) Milo di Scorpio: é__è tu sai dov'è.
(21.07) Milo di Scorpio: Dammi un indizio
(21.07) Milo di Scorpio: Non lo diremo a Pisces. é__è
(21.09)Radhamanthys: Cerca attentamente nel tuo cosmo *C*
(21.09) Milo di Scorpio: ...
(21.10) Milo di Scorpio: Non sei un cavaliere Jedi, Radha.
(21.10) Radhamantys: XDDDDDDDDD;;;;;;;;
(21.14) Milo di Scorpio: ...dov'è?
(21.14) Milo di Scorpio: *ESPANDE IL COSMO*
(21.14) Radhamanthys: non posso dirti niente ç_ç
(21.14) Milo di Scorpio: é__è Radha!
(21.14) Milo di Scorpio: *gli si appende*
(21.15)Radhamanthys: non posso, davvero! çOç
(21.17) Milo di Scorpio: ._. *sospiro strappalacrime*
(21.17) Radhamanthys: ç*ç

Questa cosa ci ucciderà tutti. Tutti.

AstroDelMattino

 

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[Carlo Magno Pensava a Ben Altro]


Davanti al mio Re,
Davanti ai miei Pari
prometto
di battermi per Cristo e per Lui solo
e di proteggere gli innocenti e i deboli
dal Male
di questo mondo e dell'altro.
Sulla mia Spada,
Sul mio Nome,
Sul mio Onore
Io giuro.


Immagine di Carlo Magno pensava a ben altro
Autore: Scilla Bonfiglioli
Titolo: Carlo Magno Pensava A Ben Altro
Anno di pubblicazione:    2008
Edito da: Il Filo
Prezzo: 17 €




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Dostoevskij – L’Idiota (2)
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Goethe – Le Affinità Elettive
Pavese – Il diavolo sulle colline
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Calvino – Se una notte d'inverno un viaggiatore
Calvino – Le città invisibili
Calvino – I nostri Antenati (3)
                             Il Visconte dimezzato
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