IN ciò che resta degli imperi
lì, mercoledì, 03 ottobre 2007
ore 21:17
Andava così, insomma. E dopo il vino ci si sedeva vicini. Uno sul letto di Francesco, gli altri due alla scrivania, davanti al pc o alla finestra. Io preferivo sedere alla finestra ed era come stare tra i mondi: a metà della stanza piena di penombra, vino e poesia e Bologna e le sue luci notturne e rosse mura antiche. Il vento soffiava all'interno e muoveva i post-it di francesco attaccati ai muri, le pagine dei programmi d'esame, il manifesto de .Si favoleggiava insieme sui miti delle religioni più lontane. O ci si stupiva di un fatto di cronaca. Quello che ci sconvolgeva di più era la bellezza della poesia, del verso.Andrea si alzava e andava agli scaffali. Francesco apriva il libro di testo dell'esame in corso e leggeva il numero della pagina infondo. Sommava le cifre. Andrea contava sullo scaffale i libri ammucchiati con disordinata cura e quando arrivava al numero letto da Francesco si fermava e lo estraeva. Tornava a letto e lo apriva.Ci facevamo guidare dal caso nella scelta dei brani che avrebbero accompagnato le nostre serate. Se per caso ci eravamo incontrati, per caso avremmo proseguito. Baudeliare fu spesso estratto, e sempre con sgomento. Poi Beckett. Leopardi. Gabriel Garcia Lorca.Versi importanti e sempre pieni di sogni purpurei. E ci sembrava di capirli tutti. Di avere la verità in pugno in quei versi. Che se il dolore di amori troppo potenti, di solitudini aurei, di sentimenti che legavano come catene erano capitati ad altre persone, oltre che a noi, allora, forse, c'era speranza. Non era ancora finita. Potevamo resistere anche noi come ce l'aveva fatta Byron, con l'eroismo di Blake, che aveva guardato gli angeli e i diavoli negli occhi.Nacque, tra noi, un legame così forte e potente che aveva la sua vita e la propria durata nella luce della lampada di metallo piegata sulla scrivania. Nell'aroma del vino che si spandeva non appena stappato. Nei bicchieri di carta. Negli occhi che si incrociavano colmi di tutte le verità del mondo.Ed eravamo più forti, più coraggiosi, più nobili di chiunque altro.
Sincerely yours ~ AstroDelMattino

The kiss of vanity blessed me
with a spiritual murder







